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Romantica, socielvole, divertente, anti-MarySue, ossessionata dall'ordine e un po' paranoica

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... Et Odi

Tutti quelli che credono di poter fare come più loro aggrada perché appoggiati da qualcuno (vedrò di sistemarne un paio...), essere rimproverata aspramente e trattata come un'idiota quando so di avere ragione, le prese per i fondelli, le MarySue (ed i GaryStue), le fanfiction scritte con i piedi, l'smsese utilizzato al di fuori degli sms, i libri scritti e/o tradotti male, Dan Brown (come sfornare un best-seller copiando idee altrui), Moccia (se ce l'ha fatta lui, anche io posso scrivere e avere successo), i politici, tutti i furbi che si spacciano per italiani e poi hanno la cittadinaza all'estero per non pagare le tasse (non facciamo nomi...), le donne bigotte che si proclamano antileghiste e poi sparano frasi razziste a raffica sui meridionali (perché, le battute antirazziali lo sono anche se non si parla di extracomunitari, eh), le donne che non hanno concluso niente nella vita e si permettono di giudicare pesantemente chi invece ce la sta mettendo tutta


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A meno che un uomo non senta di avere una memoria abbastanza buona, è meglio che non s'arrischi mai a mentire.Micheal De Montaigne

La bellezza è opinabile, sulla bruttezza sono tutti d'accordo.Anonimo

Se mi capita di parlare un poco come un pazzo, perdonatemi: l'ho preso da mio padre.William Shakespeare

Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima.Albert Einstein

A volte basta un attimo per scordare una vita, ma a volte non basta una vita per scordare un attimo.Jim Morrison

Il bello ha l'aria facile, ed è proprio la cosa che il pubblico disprezza.Jean Cocteau

Amare se stessi è l'inizio di un idillio che dura una vita.Oscar Wilde

I sadici, per lo meno, non sono indifferenti alle sofferenze che provocano.Natalie Clifford Barney

"Lucido" è quando credi soltanto a metà di ciò che ti dicono. "Brillante" è quando sai a quale metà credere.Anonimo

(Rivolto ad una violoncellista) Avete tra le gambe uno strumento che può offrire piacere a migliaia di persone e tutto quello che sapete fare è grattarlo?Thomas Beecham

A partire da una certa età, per amor proprio e per furberia, le cose che desideriamo di più sono quelle a cui fingiamo di non tenere.Marcel Proust

...Perchè una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile...Luigi Pirandello

A ogni donna corrisponde un seduttore. La sua felicità sta nell'incontrarlo.Sören Kierkegaard

Abbiamo tutti due vite, la prima, dell'anima, ci porta a sognare, fantasticare, guardare all'infinito; la seconda, del corpo e del quotidiano, ci porta alla morte.Anonimo



Vorrei averlo detto io

Vestita così sembri un confetto. Un confetto Falqui. Fai cagare uguale!Odiolarow

(di Dean Winchester) La figa cresce dove lui poggia piede.Bellatrix Lestrange

Alcuni popoli mangiano il cervello dell'avversario ucciso in segno di rispetto... io ho scelto il tuo perché sono a dieta. Odiolarow


I Miei Film

La trilogia de "Il Signore degli Anelli", "La Passione", "From Hell", "Will Hunting", "Il Nome Della Rosa", tutti i film di Harry Potter, "King Arthur", "Shining", "Arancia Meccanica", la trilogia di "Pirati dei Caraibi", la trilogia di "Matrix", "300", la trilogia di "Shrek", "Il Fantasma dell'Opera (la versione con il mitico Gerald Butler), Tutti i film di Mel Brooks, "L'uomo senza volto", "La Maschera di Ferro" (il mio passato torbido da adoratrice di Leo che viene a galla), "La Ragazza dall'Orecchino di Perla" (per Colin...), tutti i film con Hugh Grant, "La Città Incantata" e "Il Castello Errante di Howl" del maestro Miyazaki


La Mia Musica

Mika, Olivia Lufkin, Within Temptation, Michael Bublè, Bryan Adams, Queen, Eurythmics, David Bowie, Secret Garden, The Corrs, Chopin, Ravel e le colonne sonore di: "Il Signore degli Anelli", "King Arthur", "Pirates Of The Caribbean", "300", "Matrix", "Spiderman" 1 2 e 3, "Marie Antoinette", "Supernatural" "Ally McBeal", "The Phantom of The Opera" "The Passion" e "Troy" (nonostante il film sia una emerita schifezza, la colonna sonora non è affatto male)


I Miei Libri

"Black Dahlia", "LA Confidential", "Il Nome Della Rosa", "Il Signore Degli Anelli", "La Casa Del Sonno", "Tsugumi", "Le Mille Luci Di New York", "La Famiglia Winshaw", "Il tempo di Uccidere", "L'uomo della Pioggia", "Dolores Claibourne", "Cime Tempestose", "Orgoglio e Pregiudizio", "Il Terzo Gemello", "Gridare Amore Dal Centro Del Mondo", "Il Petalo Cremisi e il Bianco", "Profumo", "Harry Potter"


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lunedì, 09 novembre 2009

Forse qualcosa si sta muovendo

Sto mangiando un'insalatona scondita (perché io amo brucare come le capre), dopo aver divorato una cotoletta di pollo che tanto pollo non era, ed intanto scrivo le ultime novità: l'Occupational Health mi ha oggi comunicato che il mio questionario è arrivato, che lo stanno studiando e la signorina mi ha genilmente invitata a telefonare domani.
Minchia.
Caspisco che la Royal mail sia in crisi a causa degli scioperi dei postini (attendo ancora con ansia il mio amatissimo pacco dall'Italia), ma non penso che venga utilizzata anche per le comunicazioni interne negli uffici, eh.
Per il resto, domenica all'insegna del relax (non ne posso più di relax, credetemi), con avvistamento di Boris Becker a Wimbledon (il fatto che io sappia chi sia e che lo abbia visto giocare al torneo di Wimbledon non vuol dire che io stia diventando vecchia), pranzo italiano sulla carta, ma con parecchie influenze dallo spazio profondo (come possono servrmi bruschetta con funghi, pesto alla genovese e formaggio di capra, dico io?), visita ad una microgalleria con quadri davvero interessanti (e costosi XD), novità nell'arredamento dell'appartamento (ho uno specchio in camera! *_________*) e nascita del mio LJ tutto in inglese (dedicato al mio personaggio sul GdR di SPN, ma non fateci caso), perché se si vuole imparare bene una lingua bisogna parlare, ascoltare e scrivere.
Riuscirò a gestirli tutti e due? Chi vivrà, vedrà.

Beccata di Edvigelacivetta delle ore 15:22
per: quando meno te lo aspetti, i love london, food-mania, vipssss xxx commenti (2) xxx

martedì, 03 novembre 2009

Beccata di Edvigelacivetta delle ore 14:34
per: nevrosi, quando si dice la sfiga, le fatiche della civetta xxx commenti (3) xxx

sabato, 31 ottobre 2009

Considerazioni sconsiderate from London - part 1

Alcune considerazioni random dopo quattro giorni a Londra.

I Londinesi passano più tempo sottoterra che al toilet.

La burocrazia, per quel che mi riguarda, è lenta quanto quella italiana: ancora dopo quasi un mese in ospedale non sanno a chi competa la stesura del mio contratto di observership.

Le inglesi in generale si vestono davvero male (l'ipotesi più plausibile è che cercano a casaccio nell'armadio la roba da mettere per provare l'ebrezza di abbinamente sempre nuovi e sconvolgenti).

Oggi, che è Halloween, ci sono in giro i pampini vestiti da mostri che fanno la questua! *_*

Non ci sono tanti emo quanti immaginavo.

Non trovi mai uno "Yo! Yo! Sushi!", quando serve, soprattutto se c'eri stato tempo prima ed eri stramaledettamente sicuro fosse lì (so che questa frase la capiranno in pochi).

Oggi, che è Halloween (sì, amo ripetermi), nei negozi di costumi c'è la fila che manco all'inaugurazione del Billionaire.

Per ora mi pare che le considerazioni random bastino ed avanzino.
Se dovesse venirmene qualche altra in mente, non esiterò a postarla.

Uh, son tornata a casa con un paio di stivali e le converse rosse... io amoh Londra! *___________________*

Beccata di Edvigelacivetta delle ore 20:11
per: pillole di saggezza, i love london, shopping-addicted xxx commenti xxx

giovedì, 29 ottobre 2009

Edissea, ovvero l'odissea di Edvigelacivetta

E’ quasi mezzogiorno ed io mi trovo ancora in pigiama, seduta sul divano di pelle nera del mio appartamento londinese; ho ancora in bocca il sapore pannoso del latte inglese (nota: comprare solo latte parzialmente o totalmente scremato). Questo mio secondo giorno di vita in questa città si sta rivelando all’insegna dell’ozio, il che mi pare uno scambio equo dopo i precedenti due giorni, motivo (soprattutto martedì) di stress fisico e mentale, nonché del titolo del post.

Perché le otto ore di attesa all’aeroporto “V. Florio” di Trapani -assolutamente non certi di partire fino all’ultimo minuto- il decollo a mezzanotte, ben un’ora dopo l’orario previsto sul ritardo, l’arrivo a Luton alle due e mezza, l’ora di viaggio in bus fino a Marble Arch, la mezzora di attesa per il bus numero sette che porta a Notting Hill e l’infruttuosa ricerca di una camera libera in un hotel possono ben definirsi un’odissea.

Ma partiamo con ordine.

 

27.10.2009: Il decollo è previsto per le 16:35, arriviamo a Trapani alle 14:30, come richiesto nel voucher, dopo liti interminabili per la mia sconsideratezza (a mezzogiorno ero ancora dal parrucchiere e con ancora la valigia da chiudere); faccio il check-in e passo i controlli di sicurezza (John, il mio nuovo netbook mette in difficoltà le guardie, che devono passare la valigia sotto il detector a raggi X per ben tre volte, dopo aver svuotato la valigia di ogni possibile impedimento), ma è tutto a posto. Mi siedo ad aspettare e mezz’ora prima dell’imbarco mi piazzo davanti al gate per occupare i posti migliori.

Incontro un collega che vive a Londra da nove mesi e il tempo passa velocemente; l’aereo ha un ritardo di mezz’ora, ma non me ne accorgo, perché la conversazione è piacevole, fra dritte varie su dove andare a mangiare, i posti carini in cui andare a bere e così via.

Arriva il momento dell’imbarco, confermo al mio collega che lotterò per i posti vicino alle porte di emergenza e mi avvio.

A lui invece fanno problemi al gate per il bagaglio a mano, lo stesso bagaglio che è venuto tranquillamente da Londra tre giorni fa, ed è costretto a pagare €35 per imbarcarlo in cabina. Certo, glielo avessero comunicato al momento del check-in, invece di limitarsi a mettere un asterisco sulla carta d’imbarco, magari si sarebbe evitato la trafila di dover scendere di nuovo giù, oltre i controlli di sicurezza, per pagare.

Alla fine lo fanno passare.

Io intanto sono la prima della fila, pronta a fiondarmi sul primo posto decente. Attendo invano insieme agli altri per poter finalmente salire sull’aereo, mentre un’altra mezz’ora passa senza che accada niente.

Improvvisamente l’addetto ad accompagnarci ci informa che siamo desiderati al gate; seguono varie rimostranze verbali da parte dei passeggeri, mentre io mi limito a rimanere in silenzio. Non è colpa di quel poverino se non ci fanno imbarcare.

Una volta sopra ci comunicano che per un guasto tecnico il volo subirà un ritardo di mezz’ora (ovviamente sull’ora già trascorsa).

E da qui comincia il calvario, con ritardi di mezz’ora annunciati di volta in volta, finché, dopo due ore e mezza di attesa (tre ore e mezza in tutto), non annunciano all’altoparlante che tutti i passeggeri del volo per Luton sono desiderati al banco del check-in.

Oltre i controlli di sicurezza.

Centocinquanta persone si incamminano disordinatamente e lentamente verso la destinazione, tutte più o meno convinte che si stia smuovendo qualcosa; si mettono più o meno ordinatamente in fila, in attesa.

E per cosa? Per un buono pasto.

Qui si raggiunge l’apoteosi dell’idiozia, soprattutto quando un idiota non ben identificato ci comunica che il guasto è riparato e che inizieranno ad imbarcarci fra mezz’ora.

Ottimo, soprattutto se pensiamo che tutte e centocinquanta persone devono ripassare sotto i detector e che alla dogana ricontrolleranno di nuovo tutti i passaporti (perché in mezz’ora hai mutato fede e sei diventato un terrorista di Al Qaeda).

Mentre stanchi, attendiamo di passare i controlli, un altro annuncio all’altoparlante ci fa sapere che, purtroppo, il volo porterà un ulteriore ritardo di tre ore.

Quindi il guasto non è stato riparato e la voglia di accoppare l’idiota che ci ha dato false speranze è tanta, ma non può essere soddisfatta, perché il tipo nel frattempo si è dileguato.

Seguono tre ore di attesa infinite, veniamo a sapere che si aspetta il volo da Luton delle 18.30, verso le dieci ci viene richiesto di tornare al gate (non si sa perché, visto che l’imbarco è previsto per le undici e che comunque anche questo aereo porta ritardo, facendo salire le ore di attesa a quattro).

Quando finalmente riusciamo ad imbarcarci (ed io ho preso posto vicino alle uscite di emergenza) è ormai quasi mezzanotte.

 

28.10.2009: Mi addormento esausta sull’aereo, finché il passeggero accanto a me non mi sveglia con una testata e mi accorgo che siamo quasi arrivati.

Indecisa se rimanere a Luton, all’hotel dell’aeroporto (gli stronzi della Ryanair non offrono questa alternativa) o andare a Londra, opto per quest’ultima opzione, forte della presenza del collega che è deciso ad aiutarmi a trovare un albergo a Londra, nonostante domani alle sette e mezza debba essere in ospedale.

Anche il viaggio in bus è monotono, mi addormento come un sasso e, se non fosse stato per il collega avrei continuato fino a Victoria, invece di scendere a Marble Arch.

Dopo aver atteso mezz’ora il bus numero sette che porta a casa del collega, ci mettiamo a girare a Paddington e a Notting Hill per cercare una camera libera.

Stranamente non c’è un posto a pagarlo oro.

Il collega si offre di ospitarmi nonostante abbiano come ospiti i familiari del coinquilino r mi cede la propria stanza, mentre lui va a fare compagnia al coinquilino che dorme su uno degli scomodi divani del soggiorno.

Dormo poco, non più di tre ore; non ho potuto nemmeno togliere le lenti a contatto, per non scombinare la valigia.

L’indomani, conosco il coinquilino e la famiglia, tutti davvero simpatici e disponibili; prendo appuntamento con l’agenzia per firmare il contratto, ma non posso fare prima dell’una, quindi rimango a mangiare con loro.

Prendo un mini-cab che si perde nel tragitto, ma che gentilmente mi accompagna alla nuova casa per lasciare le valigie.

Spendo l’ira di Dio per tutto quello che  mi serve per la notte (visto come è ridotta la cucina, che non è perfettamente pulita, non mi fido molto ad usare la roba che c’è nell’armadio) e mi metto a sistemare casa.

Dimenticavo: poiché sono un genio, decido di comprare in un’unica botta piumone, cuscini e lenzuola e di portarmeli a casa a mano. Solo che senza pacchi Sainsbury sembrava più vicina, ma, non lo è affatto. Per tutto il resto ho fatto due viaggi, ovviamente (scema sì, ma non del tutto).

Finalmente a mezzanotte vado a letto, senza cena ho dimenticato di mangiare (capita se sei stanca e devi sistemare il casino per tutta la casa).

Oggi dovrei avvicinare in ospedale, comprare l’acqua (sì, sono un genio e me ne sono dimenticata) e qualche altra cosa che ho dimenticato di buttare dentro il carrello.

Ancora cinque minuti e poi mi vado a preparare; mica posso passare la vita in pigiama sul divano!

Beccata di Edvigelacivetta delle ore 13:55
per: storie di ordinaria follia, cominciamo, i love london, pulizie di primavera, quando si dice la sfiga, le fatiche della civetta xxx commenti (1) xxx

domenica, 25 ottobre 2009

Preparativi - Parte seconda

Poche righe per comunicare che sono tornata da quel di Londra, dove, Deo gratias, ho trovato casa.
Preparativi ancora molto virtuali, come mio solito... tanto la maggior parte della roba per la casa dovrò comprarla là; non so ancora come farò aq portarmi appresso il mio guardaroba tutto in una volta (confido nella bontà dei miei genitori: magari mi inviano il resto per posta), ma per ora non mi importa, ho ancora un giorno per diventare isterica. XD
E ricordatevi: MIND THE GAP!

Beccata di Edvigelacivetta delle ore 15:26
per: i love london, pulizie di primavera xxx commenti xxx

martedì, 13 ottobre 2009

Preparativi... ?!

Due parole dopo quasi un anno di silenzio.
Sto per andare a vivere a Londra, con una valigia colma di aspettative, ma ancora terribilmente vuota... XD
Sì, chi mi conosce sa che preparo tutto all'ultimo minuto, ma una cosa l'ho fatta: ho donato una nuova facciata a questo blog, creando da me un template ad hoc (e devo dire che, come prima esperienza, non mi pare affatto male!).
Del resto, doveva essere in tema con i miei prossimi sei mesi di vita.
Speriamo, ovviamente, di riuscire ad aggiornalo, eh. XD

EDIT: la nuova versione di splinder fa cagare....

Beccata di Edvigelacivetta delle ore 23:37
per: xxx commenti (2) xxx

mercoledì, 03 dicembre 2008

London, my love (x2)

Nuovamente di ritorno da Londra (dove, per inciso, spero di trasferirmi presto).
Soggiorno tutto sommato gradevole, eccezion fatta per qualche "piccolo" inconveniente. In pratica, la sfiga non ha avuto modo di minare la mia salute fisica, ergo ha attentato alla mia salute mentale.
Ma andiamo con ordine:
  • all'arrivo all'aeroporto di Luton l'ATM, meglio nota come infida macchinetta per il bancomat, ha letteralmente divorato la mia carta di credito senza motivo apparente. Fortuna che avevo con me la carta bancomat, altrimenti mi sarei potuta suicidare.
  • Il secondo giorno, quando avrei dovuto visitare la Tate, Saint Paul ed il Natural History Museum, mi è rimasta in mano la cerniera dell'unico stivale che mi ero portata (dovevo stare quattro giorni, non credevo di necessitare di qualcosa che fosse più grande di un bagaglio a mano...), Morale della favola, ho potuto vedere solo la Tate Gallery, perché, per il resto del tempo ho dovuto girare per trovare un paio di stivali della mia misura (sette negozi di calzature e solo da Zara ho trovato una misura quaranta... assurdo).
  • Arwen, che ho incontrato a Londra, ha avuto una reazione allergica al sushi che abbiamo mangiato assieme... ed io, grazie al sistema sanitario britannico che ti lascerebbe morire, ho potuto solamente farle prendere dell'antiistaminico (trovare una guardia medica di sera il sabato sarebbe stato impossibile per me... già c'era solo una farmacia aperta in tutto il centro città).
La nota più positiva di tutto il viaggio, oltre che l'aver rivisto Arwen ed aver passato un po' di tempo con la mia cuginetta che vive a Londra, è stato il musical del Phantom Of The Opera.
L'avevo scoperto col film, in cui il personaggio che più avevo amato era proprio il Fantasma, seguito da Madame Giry. Per Christine, svampitella troppo Sue per i miei gusti, e per Raoul, principe azzurro scialbo e smielato fino all'inverosimile, provavo una sorta di ribrezzo.
Nel musical, invece, non c'è stato un solo personaggio che io non abbia amato ed applaudito.
Tralsciamo l'ovvietà nei confronti di Erik, che Ramin Karimloo ha rappresentato egregiamente nel suo essere solitario, incapace di relazionarsi col mondo e nel suo drammatico tormento.
MA ho amato Christine, adorabile nella sua imperfezione (è una splendida cantante, ma una discutibile ballerina, anche troppo distratta, a volte), e nel suo saper tener testa al Fantasma. E poi, diciamocelo, Gina Beck ha una voce davvero notevole.
E poi c'è lui, Raoul. Tutt'altro che un personaggio senza carattere, ma davvero ricco di sfaccettature, romantiche, ma anche audaci, e passionali. Indimenticabile il modo in cui si rivolge a Madame Giry per farsi dire tutto su questo fantomatico fantasma che ha rapito Christine (Madame cazziata così bruscamente non l'avevo mai immaginata). Ed il merito è tutto di Simon Bailey, molto noto agli amanti dei musical londinesi per aver portato sul palcoscenico Enjorlas nell'ultima versione de Les Misérables, e per essere stato il faraone in Joseph, nonché per tanti altri ruoli (We Will Rock You fra i tanti), e per far parte di un gruppo chiamato Teatro, specializzato in brani tratti da famosi musical.
Eccovi un loro video:

Per chi se lo chiedesse, Raoul è il più paciocco e nano.
Madame Giry è Madame Giry fino in fondo, impeccabile e seria nel suo bastone, ma comunque, resa in maniera davvero intensa.
Tutti i personaggi sono a loro modo importanti ed indimenticabili.
E, dulcis in fundo, le scene, semplicemente geniali. Tanlmente geniali che sarebbe inutile descriverle senza far perdere loro tutto il fascino.
E adesso mi aspetta il sequel del Phantom, sperando che Sir Webber non ci deluda.

Beccata di Edvigelacivetta delle ore 22:39
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lunedì, 10 novembre 2008

Yes, he could!

Sì, Obama ce l'ha fatta!
Alla faccia di tutti quelli che lo davano per spacciato, alla faccia di McCain che aveva in un bel momento tirato fuori la Palin dal cilindro, Barack Obama è il quarantaquattresimo presidente eletto degli Stati Uniti d'America, il primo afroamericano nella storia del paese a stelle e strisce.
Ovviamente, nemmeno si è insediato alla White House che i nostri politici cominciano la loro gara di gaffes da incidenti diplomatici.
Gasparri, un uomo un perché, ha detto che Al Quaeda forse è più contenta.
Berlusconi ha commentato che andranno sicuramente d'accordo perché Obama è giovane, bello ed abbronzato.
Essendo il Berlusca vecchio e brutto ma ugualmente "abbronzato", effettivamente si completano... preferisco non commentare. Dirò solo che fra i capi di stato e primi ministri europei chiamati da Obama il giorno della vittoria, Berlusconi non figurava. Ci sarà un perché?
E no, Carissimo Presidente del Consiglio, le chiamate internazionali al il Presidente degli USA non costano troppo.
Per il resto, per la seconda volta in due mesi (di cui la prima durata circa un mese), sto di nuovo male con rinofaringite, tosse e ho avuto di nuovo la febbre.
E, come un'idiota, sono andata lo stesso a lavoro a farmi un mazzo così.
Ultime novità: ho ripreso la visione di CSI NY, di cui ho divorato tutta di un fiato la quarta serie e ho iniziato la quinta (sempre in lingua originale, eh). Gli scveneggiatori di Bruckheimer non sanno più che cosa invetarsi, ma Sinise e Cahill sono comunque fantastici... la Belknap molto meno, ma vabbè.
Continua la mia passione per Supernatural, che, come quarta stagione mi sta piacendo davvero molto.
E mi sto finalemtne dedicando aile centinaia di film che ho in dvd, in aprticolare ai film dell'orrore, che, devo dire, mi stanno deludento parecchio, tranne per Io sono leggenda e 28 settimane dopo.
Continuerò nella mia impresa titanica che mi avvicina sempre di più a La terza madre. Quando ciò accadrà (sto ritardando troppo, lo so), finalmente scriverò la mia recensione.
Dimenticavo: Saint Seiya con la saga di Hades è approdato su Italiauno... facciamo il segno della croce e speriamo in bene.

Beccata di Edvigelacivetta delle ore 12:28
per: , pillole di saggezza, influenza che lenza, le fatiche della civetta, obama won, cha po fare, idiotipolitici xxx commenti (2) xxx

giovedì, 16 ottobre 2008

L'invasione degli ultracorpi in mutande di pizzo

Che l'Italia stesse andando in rovina era ormai un dato di fatto (e le statistiche parlano chiaro), che fosse il paese dei raccomandati era risaputo, ma che debbano succedere certe cose proprio non mi va giù, ecco.

www.mariaelisabettascavia.com/

Scabbia, al secolo Maria Elisabetta Scavia, ha pubblicato un libro alla tenera età di quindici anni.
Brava, direte voi?
Non proprio, rispondo io.
Se spulciate questo sito scritto in un inglese pieno zeppo di errori (non sai scrivere in italiano, che ti cimenti in un'altra lingua?), troverete anche la trama del suo romanzo, un simil-Harmony ambientato in un Diciannovesimo secolo - di un mondo parallelo, evidentemente - in cui una quattordicenne che indossa mutande di pizzo e è una sfegatata fan della Straisand (Ai em a uoman in looov, en ai du enifinc to ghecciu intu mai wooord!) si innamora ricambiata  di un sessantenne con la passione per i Bee Gees (Ah ah ah ah Stein elaiv stein eliaiv!). Ricordiamo per favore che un sessantenne della fine dell'Ottocento equivale ad un novantenne dei giorni nostri, eh.
I due vivono romanticamente la loro storia d'amore in barba alla moglie cornuta di lui al fidanzato di lei (prima amato alla follia e poi, tempo due secondi, odiato a morte) e davanti agli occhi di papà che prima non fa una piega, poi decide che questo amore non ha da esistere.
Indovinate con che casa editrice è stato pubblicato questo romanzo d'avanguardia? Con la Mondadori.
Quando c'è gente veramente capace, come lei: Ester Manzini ed il suo pargoletto, L'abbraccio delle ombre (sì, faccio un po' di sano spam, ma non perché è una mia amica, non solo...), che nonostante scriva divinamente è riuscita a pubblicare solo con una piccola casa editrice e dopo tanto penare.
E non è che con una delle case maggiori non ci abbia provato, ma loro l'hanno mandata bellamente a quel paese.
Preferiscono puntare sui ggiovani d'oggi... gente dai sani principi (eh? una che scrive di un amore fra una minorenne ed un sessantenne ne ha?) e dall'animo profondo quanto una tazzina di caffé, che hanno fatto dei Tokio Hotel, di Avril Lavigne, di Moccia e Scamarcio le loro icone.
Poi, qualche perla si trova, come Giordano che ha vinto il premio Strega, ma sono rare.
Ma non divaghiamo... stavamo parlando della Scabbia.
Ebbene, costei, che ha ricevuto una telefonata dalla Mondadori - che non chiama mai, eh - interessata al suo libro (il fatto che mammà abbia le conoscenze giuste non conta, ovviamente), sempre nel suo inglese stentato ci fa sapere che sta scrivendo la sceneggiatura tratta dal suo romanzetto rosa di serie Z - non sa nemmeno scrivere un romanzo, come riesce a scriverne una sceneggiatura? Bah... - perché alcuni produttori sarebbero interessati, e che le piacerebbe interpretare la parte della protagonista.
Preparatevi all'invasione... no, non degli ultracorpi... di una Maria Elisabetta Scabbia in mutande di pizzo che, imitando Barbra Straisand cercherà di sedurre l'uomo dei suoi sogni, un sessantenne (sarà Raul Bova invecchiato? Dopo aver interpretato il film di Moccia quest'uomo mi è caduto dal cuore) intento ad impersonare il Tony Manero del diciannovesimo secolo.
A questo punto l'idea di una mia storia ambientata a Londra  diventerà presto realtà.
E, se tanto mi da tanto, alla fine voglio pure il Nobel.

Beccata di Edvigelacivetta delle ore 21:04
per: storie di ordinaria follia, i sogni son desideri, scabbia, le fatiche della civetta, italia allo sfacio, quando lingiustizia è di casa xxx commenti (4) xxx

lunedì, 13 ottobre 2008

There's no place like London!

Sweeney Todd - No Place Like London
[Anthony]

I have sailed the world,
beheld its wonders
from the Dardanelles,
to the mountains of Peru,
But there's no place like London!

[Sweeney Todd]
No, there's no place like London...

[Anthony]
(spoken)
Mr. Todd?

[Sweeney Todd]
(sung)
You are young...
Life has been kind to you...
You will learn.

There's a hole in the world like a great black pit
and the vermin of the world inhabit it
and its morals aren't worth what a pig can spit
and it goes by the name of London...
At the top of the hole sit the privileged few
Making mock of the vermin in the lonely zoo
turning beauty to filth and greed...
I too have sailed the world and seen its wonders,
for the cruelty of men is as wondrous as Peru
but there's no place like London!

Quale citazione migliore di Sweeney Todd per descrivere l'amore che è nato in me per questa città così piena di contraddizioni?
Sì, lo so... non ho aggiornato da un po', eppure, sentivo di dover attendere l'ispirazione giusta per rendervi partecipi del mio viaggio.
Ma partiamo dall'inizio, come si confa ad una degna presentazione.


FASTIDIOUS NOTES PRODUCTION PRESENTS:

Bellatrix Lestrange  Edvigelacivetta   Great Wolf   Odiolarow

in

FOUR JACOBINS IN LONDON
(Through Hamburg)


La prima scena si apre con Edvigelacivetta (aka "Me") e Odiolarow, intente ad aspettare l'imbarco per il volo diretto a Brema.

Un viaggio della speranza con partenza dall'aeroporto di Trapani, ammucchiati in uno stanzone, senza sedie, né cibo né acqua (per far sentire gli extracomunitari a proprio agio, no? Perché noi siciliani siamo accoglienti).
Il volo non è stato malaccio, un po' lungo ma piacevole.

Le nostre due eroine mettono piede sul suolo tedesco e vengono raggiunte da una morsa gelida. Attendono il bus che le condurrà a destinazione assaporando dei manicaretti del luogo

OK, non esageriamo... comunque c'era più freddo che in Sicilia. Ed i cetrioli nel mio panino mi hanno definitivamente ucciso l'intenstino. Tutto per intero. Del resto, buon sangue non mente: sono o non sono figlia della odnna che ha visitato tutti i bagni dei luoghi stranieri e non in cui è stata?

Salgono sul bus e giungono a destinazione. Incontro con gli zii della Civetta ed arrivo a casa, accolti dal fischiettio di un adorabile scoiattolo di peluche.

Adorabile sì, ma gay e misogino, oserei aggiungere (anche se Odio non sarà daccordo con me). Quel coso mi ignorava totalmente ogni volta che gli passavo davanti (una bella gnocca come me, ma dai!) e, visto che fischiava per lo più quando passava mio zio, le conclusioni sono state facili da trarsi, eh.

Le giornate scorrono piacevoli.

Tra negozi, City Sightseeing, negozi, tour sui laghi, negozi, museo d'arte, negozi, quello delle spezie (in cui il mio naso ha dato forfait), negozi... però, forse non si è capito che abbiamo fatto molto shopping! XD
Del resto, Amburgo è la città più ricca della Germania, quindi anche noi dovevamo adattarci. U_U
Ah, ovviamente a me è venuta la faringite e non riuscivo nemmeno a respirare dal naso.

La partenza presenta comunque delle avversità per le nostre due eroine, che si vedono costrette ad imbarcare i trolley da cabina a causa delle nuove norme in materia di bagaglio.

Traduzione: le compagnie low-cost  devono pur guadagnare da qualche altra parte sulle spalle dei viaggiatori, no?

Dopo quasi due ore di viaggio, Edvige ed Odio atterrano a Stansted, percorrono un quantitativo indefinito di corridoi, raggiungono l'area di "ritiro bagagli" ed incontrano finalmente Bellatrix Lestrange e Great Wolf (aka Jean Claude).

Piccola precisazione: la valigia rosa siocchin di Odio arriva aperta (probabilmente esplosa a causa del quantitativo di abbigliamento in più rispetto all'andata sommata alla proverbiale delicatezza degli addetti al trasporto dei bagagli), ma non, da brave idiote non abbiamo presentato denuncia.

Il treno per Londra non è molto pieno ed i nostri Giacobini possono riposare un po' prima di iniziare la ricerca del loro albergo nei pressi di King's Cross.
Dopo aver posato i bagagli nella suite, inizia la loro avventura fra le strade di Londra.
Prima tappa: Platform 9 3/4

Dove, per inciso, abbiamo fatto un idiotissimo servizio fotografico con ben tre fotocamere (sempre perché di cose idiote non ce ne facciamo mancare assolutamente).
La mia salute fisica, intanto, peggiora insieme a quella mentale (non si trova un cestino per la spazzatura nel raggio di chilometri e sono costretta a camminare con un quantitativo esagerato di fazzolettini usati nella borsa... grazie, IRA...)

La British Library è la seconda tappa.

Stupenda... dei libri magnifici davvero! Abbiamo anche visto il sutra di Genjo Sanzohoshi.

Edi, Bella ed Odio inventano anche un nuovo gioco facile e divertente, per tutte le età: Slashamo Jean Claude con qualsiasi cosa di forma vagamente fallica.

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FOUR JACOBINS IN LONDON
(Mission: Buy Everything)